Articolo | 22:09 | Lun 1 Settembre 2008
Il nostro centro è grosso come un pugno, rosso di sangue, chiuso in una gabbia di costole. Vive nel buio e può solo ascoltare e sognare. Scandisce il sentire, ad ogni battito sottrae un istante di vita tramutandolo in emozione. L’emozione è la sua finestra, è lo spazio tra le costole, la via di fuga a librarsi sul mondo. Ogni cuore sceglie un veicolo e la musica è quello del mio, quello di molti. Esce dalla gabbia nel canto, con la mano che si posa sullo strumento, con il fluire delle parole su un pezzo di carta. E’ disposto a molto e se lo lasci andare non conosce mezze misure, si spreme fino all’ultima goccia di sangue, fino a morire.
1 commenti a "Ghost Track di Andrea Chimenti"
1. paul
Mer, 03/09/2008 - 11:46
un saluto dal mio pugno rosso di sangue liberato spesso dalla tua musica....ciao