Articolo | 15:09 | Dom 14 Settembre 2008
Cominci sbattendo le posate sul tavolo e ti accorgi che la vita ha un ritmo: la cassa della batteria è il cuore - bum, bum, bum - il charleston è lo sbattere degli occhi che determina il tempo e il groove; l'incedere del passo è il rullante, "il motore del beat", come lo definiscono i batteristi bravi. Poi scopri il sorriso che è paragonabile all'armonia, e allora giù ore e ore a studiare come sincronizzare i muscoli delle dita con l'anima e le corde della chitarra o i tasti del pianoforte. Gli altri sono in piazza a giocare a pallone e tu, in 3 metri per 3, con il volume "a palla" per memorizzare le note e renderle proprie, ore ore e ore... Poi scopri il dono del linguaggio e cerchi di avvitare le parole sulla musica: non tornano mai, sono sempre troppe o poche e giù spremute infinite di cervello per trovare l'assonanza giusta, perchè la rima è antica... E vogliamo parlare dei seminari? Infiniti seminari noiosi e autocelebrativi per imparare quelle microcose che fanno la differenza e ti fanno sentire un musicista, si un musicista! Un musicista a tutto tondo: una definizione che insegui per una vita e poi...? Poi, arrivano i dj che asseriscono di suonare; come? RIBELLATI! I dj mettono i dischi e cd! Non suonano!!!!!!!!!! Sia chiaro! Come diceva Morrissey... "Hang the blessed DJ, because themusic that they constantly play SAYS NOTHING TO ME ABOUT MY LIFE"
Comandante Sol
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