Articolo | 18:07 | Dom 13 Luglio 2008
Mentre sto scrivendo queste righe per voi sto casualmente ascoltando il disco di uno dei più grandi cantautori italiani: Eugenio Finardi. Proprio da lui vorrei prendere spunto per affrontare brevemente l’argomento delle radio libere italiane. Radio libera, forse, è un termine vetusto, in quest’epoca in cui per l’etere c’è libertà vigilata. “Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente, e se una radio è libera ma libera veramente piace anche di più perché libera la mente.” Erano gli anni '70 quando il buon Eugenio cantava queste cose, ma oggi le emittenti radiofoniche sono divise in due grandi tronconi. I network, con milioni di ascolti, assoggettati alla ferrea programmazione imposta dalle major, e tutte le altre che invece non possono permettersi di non seguire la regola delle hit perchè altrimenti soccomberebbero e non potrebbero accedere ai canali pubblicitari. Quindi queste poche righe sono dedicate a chi ancora fa la radio da cantina, in ombra con una candela nelle affascinanti trasmissioni notturne, ma anche alla luce del sole, passando brani indipendenti anche al mattino, facendo in diretta telefonica delle interessantissime interviste piene di passione e significati. Allora, anche se questi significati sono diversi, questa è “la musica ribelle che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle, che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare di mollare le menate e di metterti a lottare”. E quindi viva queste radio, viva la musica indipendente ragionata e sudata, viva (e vegeta) a discapito di chi, con format dal sapore di karaoke, la vuole affossare. Anche perché “siamo come Will coyote, che cade ma non molla mai, ci può cadere il mondo addosso, finire sotto un sasso, ma non ci arrenderemo mai”.
Fabio Gallo, promoter radiofonico, ha macinato chilometri e anni di musica, tra i club, gli artisti, i concerti, i festival e gli addetti ai lavori. Le prime esperienze in radio e un ventennio nell’editoria, (iscrizione all’albo dei giornalisti dal 1989, circa 500 riviste curate nei contenuti redazionali e pubblicitari, ed oltre un migliaio tra articoli ed interviste effettuate) gli hanno permesso di conoscere molti aspetti della comunicazione e delle esigenze redattoriali. La passione per il collezionismo poi, lo ha tenuto sempre aggiornato su tutte le produzioni del mercato discografico. Queste sono alcune delle basi che hanno permesso a Fabio Gallo di avere collaborazioni professionali con Rockerilla, il Club Tenco, il M.E.I, l'Accademia di Sanremo, i più quotati uffici stampa, le migliori agenzie e case discografiche, prestigiosi festival e club.
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